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Questo incantevole angolo di mare ospita uno dei borghi più autentici della zona. Le Grazie furono, fin dal Medioevo, sede di cantieri navali e approdo sicuro per mercanti e marinai.
Oggi, il borgo conserva ancora quell’anima marinaresca: vele che sventolano, il profumo del legno bagnato, e un’atmosfera che pare sospesa nel tempo.
Costruita nel XVIII secolo su uno scoglio emerso tra Palmaria e Le Grazie, Torre Scuola fu parte del sistema difensivo del Golfo, progettato dai genovesi e poi potenziato sotto Napoleone.
Oggi è un’isola-fortezza abbandonata, magnetica nella sua solitudine, che ricorda l’epoca in cui cannoni e torri proteggevano l’ingresso della Spezia.
La più grande delle isole spezzine, la Palmaria è un tesoro naturalistico e storico. Un tempo cava di marmo portoro e sede di batterie militari, oggi è un’oasi incontaminata.
Falesie bianche, vegetazione mediterranea, grotte marine e mulattiere panoramiche: vista dal mare, la Palmaria offre uno spettacolo raro e selvaggio.
Costruita nel 1277 sui resti di un tempio pagano dedicato a Venere, la Chiesa di San Pietro è un capolavoro gotico che si erge su un promontorio roccioso a Portovenere.
La sua posizione domina il mare aperto, con archi neri e bianchi che sembrano scolpiti dalla tempesta. Da sempre simbolo del Golfo, è la perfetta fusione tra spiritualità e forza della natura.
Situata ai piedi della chiesa, questa grotta naturale prende il nome da Lord Byron, che qui nuotava fino a Lerici per incontrare l’amico Shelley. Ancora oggi, l’eco del mare che risuona tra le pareti rocciose sembra recitare versi perduti.
È un luogo che commuove, dove il mare parla direttamente all’anima.
Sull’Isolotto del Tinetto, il più piccolo dell’arcipelago, si trova una statua della Madonna che veglia sui naviganti. L’isola ospita i resti di un antico eremo paleocristiano risalente al VI secolo, un luogo di spiritualità isolata, abbracciato dal vento e dalle onde.
Guardare la Madonnina, solitaria sullo scoglio, è come ricevere un silenzioso invito alla pace.
L’Isola del Tino è la più misteriosa. Sede di un faro attivo e zona militare, è accessibile solo in rare occasioni. Ma la sua storia è millenaria: qui visse e morì San Venerio, eremita del VII secolo, oggi patrono dei fanalisti d’Italia.
Le rovine dell’antico monastero e l’aura di silenzio ne fanno un luogo sospeso tra fede e leggenda.
Perché non è solo un percorso sul mare, ma un viaggio dentro la bellezza mediterranea più autentica. È storia viva, natura pura, emozione che scivola sull’acqua. Ogni tappa è una finestra su un mondo perduto… e ritrovato.
Vieni a navigare dove il tempo si ferma e il cuore riparte.
